il blog di Vignola, dintorni e omnia rerum

Utopia alla Fondazione San Carlo di Modena

Incultura, eventi, modena su 1 ottobre 2011 a 12:42

Utopia – Storia e teoria di un’esperienza politica

I cicli di lezioni si tengono ogni anno, in autunno, e sono normalmente articolati in programmi di conferenze lezioni pubbliche. L’attenzione è focalizzata su un tema che, anche grazie agli apporti della ricerca storica, viene affrontato da prospettive differenti per approccio e metodologia. Filosofia, sociologia, antropologia offrono strumenti di interpretazione capaci di superare i luoghi comuni e di proporre elementi di riflessione sui temi critici della nostra contemporaneità, in particolare attraverso l’analisi delle trasformazioni delle pratiche sociali e della sfera pubblica.

PROGRAMMA

venerdì 07 ottobre 2011 ore 17.30

L’azione innovativa

L’animale umano e la logica del cambiamento

Paolo Virno

Professore di Filosofia del linguaggio – Università di Roma Tre

mercoledì 12 ottobre 2011 ore 17.30

Tra passato e futuro

Realismo e utopia nella cultura del Rinascimento

Michele Ciliberto

Professore di Storia della filosofia – Scuola Normale Superiore di Pisa

venerdì 21 ottobre 2011 ore 17.30

Progresso

Progetti di una società migliore tra illuminismo e marxismo

Alberto Burgio

Professore di Storia della filosofia – Università di Bologna

venerdì 04 novembre 2011 ore 17.30

Contro l’utopia

Le ragioni della libertà

Dario Antiseri

Professore di Metodologia delle scienze sociali – Università LUISS di Roma

venerdì 11 novembre 2011 ore 17.30

Utopie e distopie

Immagini del futuro nella letteratura moderna

Antonello La Vergata

Professore di Storia della filosofia – Università di Modena e Reggio Emilia

venerdì 18 novembre 2011 ore 17.30

Il reale e il possibile

L’immaginazione letteraria e la pluralità dei mondi

Gabriella Turnaturi

Professoressa di Sociologia – Università di Bologna

venerdì 02 dicembre 2011 ore 17.30

Le utopie degli altri

I diritti umani nelle culture non occidentali

Marcello Flores

Professore di Storia contemporanea – Università di Siena

NOTE SUL CICLO

Luogo ideale, eppure inesistente o impossibile, l’utopia rappresenta l’essenza della cultura moderna, nel suo sforzo verso l’emancipazione dell’individuo dai legami tradizionali e la realizzazione di una società garante di giustizia e libertà. In quanto comunità ideale, l’utopia si contrappone a una realtà storica degradata, proponendo un progetto meditato e razionale di società giusta in cui bisogni individuali e beni collettivi, aspirazioni private e scopi pubblici possano trovare una logica e armonica compenetrazione, tanto da giungere a costruire un «paradiso in terra», secolarizzato nella pura immanenza. In questa prospettiva il carattere “desiderante” e “immaginario” dell’utopia rimanda a una concezione “aperta” dell’agire individuale e sociale, arricchita dalla dimensione della possibilità e della libertà, contro ogni immagine dell’esistente cristallizzata in una concezione chiusa e determinata della realtà, considerata al di là di ogni possibile valutazione critica. Ecco dunque il motivo per cui l’idea di utopia – sia essa un progetto di legislazione sociale o un viaggio immaginario, un laboratorio di esperienze o un modello di sovranità – si accompagna alla concezione moderna dell’homo faber che considera la «vita in comune» come un compito poietico da ordinare e razionalizzare secondo un progetto dato a priori e controllabile, secondo un’immagine fissata in una rappresentazione mentale. Dell’utopia esiste però anche un’altra faccia. Proprio come è avvenuto anche per altri aspetti della cultura moderna (tra cui l’eguaglianza e la tecnica), i progetti utopici di emancipazione possono rovesciarsi nel loro esatto opposto, cioè in vere e proprie distopie caratterizzate da elementi totalitari, soprattutto nei casi in cui lo sguardo utopico sia inteso meccanicisticamente in vista di una compiuta omologazione culturale. Nell’immagine della comunità ideale, infatti, il dissenso è bandito in linea di principio: ciò che è perfetto, dunque non perfettibile, non ammette discussioni, non «diviene», bensì «è», autosufficiente e assoluto. In una completa eterogenesi dei fini, il desiderio utopico si trasforma dunque in un universo reificato, statico e definitivo che – sognando di risolvere “tecnicamente” i conflitti sociali – realizza il progresso storico-sociale determinando però, allo stesso tempo, la sua crisi irreversibile, tanto che l’impossibilità dell’utopia diventa una virtù politica, e non un difetto.

Proprio a partire dalla constatazione di questa intrinseca ambiguità, con il programma su “Utopia” il Centro Culturale della Fondazione San Carlo mira a riconsiderare il ruolo dell’immaginazione politica per la definizione di nuove linee di sviluppo delle società occidentali, troppo spesso concentrate solo sulla stabilizzazione della realtà esistente, giustificata anche da un punto di vista ideologico. Il percorso muoverà dalla ricostruzione delle principali teorie filosofiche sull’idea di utopia nelle varie fasi storiche della civiltà occidentale (dal Rinascimento all’Illuminismo, dal movimento socialista alle culture liberali), fino a giungere all’analisi delle trasformazioni delle pratiche sociali e della sfera pubblica legate alle nuove forme di vita sociale che costringono a ripensare radicalmente sia categorie di taglio sociologico e politologico (quali legge, diritti, libertà), sia categorie esplicitamente culturali (quali progresso, identità, futuro, immaginazione e contingenza), in modo da analizzare anche il complesso incrocio tra storia e politica, tra filosofia e scienza individuato dal concetto di utopia nella cultura moderna. Il programma intende dunque proporre una riflessione ad ampio raggio – filosofica, politica, sociologica, letteraria e antropologica – sui modelli di pensiero che, attraverso l’immagine della “città ideale”, si propongono di riflettere sulle possibilità del mutamento politico, soprattutto attraverso l’elaborazione di una progettualità politica innovativa e non dogmatica, in grado cioè di sfuggire ai pericoli non solo dell’ideologia (sia rivoluzionaria che conservatrice) ma anche delle derive totalitarie. Con una consapevolezza: che l’utopia – se non vuol trasformarsi nel suo opposto, cioè nell’incubo delle distopie – si delinea nella sua apertura e nella sua incompiutezza, che demistificano la pretesa datità del reale e declinano l’essere come possibilità e contingenza, non come necessità. L’utopia è tale solo se è un’«attesa», cioè una modalità di opporsi alla necessità del mondo.

La partecipazione è libera.

A richiesta si rilasciano attestati di partecipazione. Il ciclo di lezioni gode dell’accredito ministeriale per la formazione del personale della scuola (D.M. 18 luglio 2005).

Le lezioni si tengono presso la Fondazione Collegio San Carlo, via San Carlo 5, Modena, tel. 059.421208, fax 059.421260.

cc@fondazionesancarlo.it

www.fondazionesancarlo.it

incontri con gli autori a Vignola

Incultura, eventi, vignola su 20 giugno 2011 a 12:51

Giovedì 30 giugno 2011

ore 17.00

Sala dei Contrari – Rocca di Vignola

WALTER VELTRONI presenta L’INIZIO DEL BUIO (Rizzoli)

Conduce l’incontro Stefano Ferrari

 

Ritorna un gradito ospite della Quercia dell’Elfo: Walter Veltroni. Per l’occasione, il parlamentare-scrittore, autore di romanzi e saggi best-seller, presenterà il suo ultimo lavoro edito da Rizzoli, L’inizio del buio.

L’11 giugno 1981, poco dopo le 13, l’Italia resta paralizzata davanti alla tv. Durante il Tg2, da un pozzo nella campagna di Vermicino, vicino a Frascati, proviene l’urlo di un bimbo che chiama la mamma. “È il pianto di un bambino che si sveglia nella notte, nel cuore di un incubo mostruoso, senza sapere se quella che ha vissuto è realtà o cattiva fantasia. È il pianto di un bambino che viene deportato, che vede la mamma allontanarsi e poi sparire, dietro una curva. È il pianto di un bambino al quale un adulto ha fatto la più orrenda delle violenze. È tutti i pianti di tutti i bambini del mondo. Tutti in una volta. Tutti in un bambino solo. “Quell’urlo, le interminabili ore di angoscia che seguiranno, il nome del bambino – Alfredino Rampi – sono impressi a fuoco da trent’anni nella memoria degli italiani. Che forse non ricordano una coincidenza: mentre Alfredino precipita nel pozzo, nel tardo pomeriggio del 10 giugno, alle 19, a San Benedetto del Tronto un giovane antennista, Roberto Peci, viene rinchiuso nel bagagliaio di una 127 e condotto in una “prigione del popolo”, dove le Brigate rosse l’avrebbero “processato” e poi ucciso per vendicarsi del fratello Patrizio, il primo pentito delle Br. Nel suo nuovo libro, Walter Veltroni racconta quelle due tragedie parallele. Ripercorrendo i luoghi e intervistando i protagonisti, rivela aspetti inediti e coglie nei due episodi l’inizio di quello che sarebbe diventata la televisione: il grande occhio che trasforma la realtà in reality.

Venerdì 08 luglio 2011

ore 21.30

Piazza dei Contrari – Vignola

SYUSY BLADI e PATRIZIO ROVERSI

presentano

MISTERI PER CASO (Rizzoli)

Conduce l’incontro Paola Roli

 

Sono una delle coppie più amate della televisione; con i loro documentari hanno insegnato un diverso modo di intendere il turismo, fatto di curiosità ed ironia. Naturalmente, sono Syusy Bladi e Patrizio Roversi, animatori d’eccezione di una serata in Piazza dei Contrari a Vignola, con il loro nuovo libro Misteri per caso!

Partendo dall’Italia e dai suoi luoghi nascosti, le intuizioni di Syusy e le domande scettiche di Patrizio ci portano sulle tracce di sconvolgenti misteri planetari: la Lupa del Campidoglio è stata copiata da una più antica simbologia della Mongolia; Syusy c’è stata e ne ha le prove! Da una Mappa conservata all’Università di Bologna scopriamo che è esistita una Google Earth antidiluviana: Syusy a Istanbul ha avuto in mano la famosa Mappa di Piri Reis. Dal Santuario di San Luca si arriva a Malta, l’isola della Dea Madre, dove i nostri hanno scoperto che Dio è nato donna. Studiando i menir della Puglia si può scovare l’antico computo elaborato dal calendario Maya che prevede l’apocalisse del 2012. Syusy non tralascia nessuna ipotesi, nemmeno la pista extraterrestre. Con la consueta ironia, gli autori ci conducono in un affascinante viaggio lungo i percorsi meno noti del mondo.

Il Cinema Ritrovato a Bologna

Inbologna, cinema, eventi su 7 giugno 2011 a 11:46

Da sabato 25 giugno a sabato 2 luglio 2011 si terrà la 25ª edizione del festival più amato dai cinefili di tutto il mondo, Il Cinema Ritrovato, organizzato da Mostra Internazionale del Cinema Libero e Cineteca di Bologna.

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